Giornata mondiale per la lotta all’AIDS

Oggi 1° dicembre ricorre in tutto il mondo la giornata contro l’AIDS. Un virus che ancora oggi presenta nuove diagnosi d’infezione

Come ogni anno il 1° dicembre ricorre la giornata mondiale di lotta contro l’AIDS, istituita per prima volta nel 1988 per volontà dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
AIDS, pronunciare questa parola crea ancora tanta paura, allarmismo, discriminazione e confusione. Non neghiamolo, è capitato a tutti di pensarci almeno una volta.
Questa è una malattia virale che colpisce il sistema immunitario e non la libertà di poter condurre una vita normale. L’infezione si trasmette per via ematica e sessuale. Purtroppo c’è ancora tanta, troppa disinformazione a riguardo e nell’immaginario collettivo l’AIDS viene associata agli omosessuali, ai drogati e alle prostitute. Invece il virus può colpire chiunque, indipendentemente dall’età, dal sesso, dall’etnia e dall’orientamento sessuale.

Abbiamo raggiunto al telefono il dott. Sergio Corvino, Medico Chirurgo, che ci ha rilasciato una sua dichiarazione al riguardo: «Ai giorni nostri l’infezione da HIV può essere curata ma non guarita. Difatti non esiste allo stato attuale una terapia farmacologica in grado di prevenire o guarire l’infezione, pertanto,
informazione, consulenza e modificazione dei comportamenti a rischio costituiscono le basi della strategia di prevenzione dell’infezione da HIV. E’ opportuno proporre l’esecuzione del test ai soggetti che hanno o hanno avuto comportamenti ad alto rischio, oltre che fornire una adeguata consulenza ai soggetti gia infetti. Sia nei soggetti infettati che non, il metodo più efficace per prevenire la diffusione dell’infezione è il sesso “sicuro”, essendo i rapporti sessuali non protetti e soprattutto tra individui maschi omosessuali la principale via di trasmissione dell’infezione: l’astinenza da ogni rapporto sessuale è il solo metodo assolutamente sicuro per prevenire la diffusione dell’infezione sessualmente trasmessa, tuttavia non sempre è realizzabile, pertanto è utile almeno evitare relazioni poligame in cui è più difficile conoscere lo stato sierologico del partner; essere onesti col partner circa il proprio stato di salute; usare il preservativo, ricordando che questo metodo anticoncezionale risulta inefficace nel 10% dei casi. Riguardo la prevenzione della trasmissione della infezione da HIV tra tossicodipendenti, il modo più efficace è l’interruzione dell’uso di droghe per via endovenosa; ma anche questo è difficile da ottenere, pertanto sarebbe almeno utile evitare lo scambio di siringhe o altri strumenti contaminati, magari attraverso programmi che prevedono la fornitura a tossicodipendenti di siringhe sterili.
Circa la trasmissione dell’HIV attraverso trasfusioni di sangue o emoderivati, è diminuita grazie allo screening di tutti i donatori effettuato col test sierologico adatto.
Da ricordare la trasmissione attraverso il latte materno; in questi casi va evitato l’allattamento al seno, ma soprattutto nei paesi in via di sviluppo dove prevalgono i problemi nutrizionali, non sempre tale indicazione viene seguita».

AIDSE passiamo ai dati rilevati dall’Istituto Superiore di Sanità: nel 2014 in Italia i casi di nuove diagnosi d’infezione sono state circa 3700, un’incidenza che non mostra particolari variazioni rispetto ai 3 anni precedenti e colloca il nostro Paese al 12° posto nell’Unione Europea. Le regioni italiane che hanno mostrato un’incidenza di contagio più alta sono state il Lazio, la Lombardia e l’Emilia Romagna.

Per chi volesse ulteriori informazioni può chiamare il numero verde 800 861 061 a supporto dei cittadini operativo dalle ore 13 alle ore 18, dal lunedì al venerdì.

Related posts