Fra’ Gigino shock: “Denuncerò in piazza i vizi dei politici”.

Assume contorni sempre più polemici la discussione tra Fra’ Gigino e l’amministrazione per i festeggiamenti di Sant’Antonio. Stamane una nuova provocazione del Frate.

Cava de’ Tirreni. Fra’ Gigino shock: “Amici e devoti tutti… Parlerò in piazza Duomo, denuncerò vizi e abusi dei nostri politici”. E’ questo l’ultimo annuncio forte del rettore del Santurio di San Francesco e Sant’Antonio alla luce degli ultimi sviluppi in merito ai festeggiamenti in occasione del prossimo 13 giugno di Sant’Antonio da Padova e del muro alzato dall’amministrazione metelliana nei confronti di una manifestazione che ha ricevuto parere negativo da Palazzo di Città.
Il francescano dunque non ci sta, e dopo aver sguinzagliato i propri avvocati, ora si cala proprio nei panni di quel santo che – tra polemiche e contestazioni – ci si appresta a celebrare. “Voglio essere proprio come Sant’Antonio con i suoi Sermoni – scrive ancora Fra’ Gigino sulla sua pagina social – smascherare vizi e abusi, parlerò in Piazza Duomo. Non ho paura di denunciare tutto”. Senza mezzi termini e a chiare lettere padre Luigi Pedrone parla di “abusi d’ufficio” e “capricci politici” che vorrebbero costringere a ridimensionare drasticamente i piani che aveva in mente per le imponenti celebrazioni del prossimo giugno. Sogni infranti? E’ ancora tutto da vedere. Per ora c’è la mediazione dei legali del francescano che starebbero cercando di trovare un punto d’incontro con gli uffici tecnici per quanto riguarda le questioni di sicurezza. Ma in ballo c’è anche l’occupazione del parcheggio antistante il Santuario per l’installazione di un’imponente struttura luminosa: da un lato l’amministrazione che calcola un mancanto incasso per la Metellia di almeno 40 mila euro, dall’altro Fra Gigino che suggerisce di rifare i conti considerato che – stando a quanto precisato proprio da lui qualche giorno fa – si tratterebbere di “sacrificare” solo 20 posti a vantaggio di migliaia di presenze. C’è poi la questione spettacolo pirotecnico su Monte Castello: bisognerà vedere chi ha la testa più dura perchè se il sindaco Servalli è disposto a scendere a patti sulla durata della festa, diversamente è intenzionato a fare per i fuochi sul Monte. A riguardo è stato categorico e lo ha scitto proprio sulla lettera indirizzata a Fra’ Gigino: “Da sempre al Castello si sparano solo i fuochi per le celebrazioni del SS. Sacramento”. Ma a quanto pare altri tipi di fuochi ci saranno in piazza Duomo, soprattutto se il primo a raccogliere la provocazione sarà proprio Servalli. Insomma: c’è da attendere. Da una parte il chiarimento voluto dall’Avvocato Senatore, rappresentante di Fra Petrone, dall’altro l’appuntamento fissato per un “comizio” del 16 aprile.

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