Cavese – Palmese, goleada al Vallefuoco di Mugnano

La terza giornata di campionato in chiave serie D si gioca ancora a porte chiuse, ancora fuori dalle mura amiche e stavolta gli uomini di mr Longo sbarcano al Vallefuoco di Mugnano dove ad attendere è la Palmese. Prima del fischio d’inizio c’è il minuto di silenzio per la recente scomparsa del giudice Lamberti a cui sono legati ricordi che ne denominano lo stadio amico. Tutto pronto ed è pronta la cavese al 19 quando capitan De Rosa inaugurà la sua prima di stagione trasformando una punizione dal limite. È solo l’inizio di un primo tempo che sarà di marca bianco blu, infatti al 25 Cicerelli crea scompiglio tra sull’out di destra, entra in area e cede a Del Sorbo che in due tocchi strega Anania. Alla mezz’ora grande cavalcata di De Rosa che divora 70 m di campo e poi piazza alla sinistra del portiere e firma la prima doppietta in campionato. Cavese 3 Palmese 0. La ripresa sembra recitare lo stesso copione, infatti dopo appena 2 minuti è ancora Del Sorbo che porta avanti gli aquilotti che sembrano inarrestabili. La musica cambia al 15 quando Conti, non impeccabile sulla conclusione del neo entrato Fabio, serve un assist sui piedi di Corsale. Dopo 10 minuti è ancora Fabio a creare una traiettoria imprendibile per l’estremo difensore meteliano. Cavese 4 Palmese 2, partita riaperta. Al 40 è ottima l’esecuzione su corner con uno schema denominato De Rosa – D’Anna e Varriale che insacca e mette al sicuro il risultato. Mancano 5 minuti al termine e succede di tutto. Al 44 Piemontese esegue un’ottima finta che mette fuori gioco Galullo e sigla il 5 a 3. Dopo appena tre minuti è ancora Varriale a rendersi pericoloso colpendo la traversa dalla distanza, sulla ripartenza però sono ancora i nero verdi con Angotti a firmare l’ultima rete del match. Termina così, con 9 reti e ante emozioni. Una Cavese bella ma a tratti rilassata, ha rischiato di mettere in discussione il lavoro fatto in 80 min. Fatto sta che i metelliani incassano i tre punti con la consapevolezza che domenica c’è già l’Agropoli.

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