Cava – Quando i graffiti non sono arte!

Disegnare è arte al pari dei graffiti e della cosiddetta street art o urban art che di fatto libera e consente di poter comunicare con colori e frasi ad effetto concetti come pace, libertà ed amore. L’arte è meravigliosa, ma l’arte non alla mancanza di rispetto.

Rispetto dell’architettura e della cultura che un monumento esprime, rispetto per uno spazio di una Città che chiede di essere vissuta, non sporcata. Perché di questo stiamo parlando: imbrattare. Ed ecco girarsi attorno e notare come i meravigliosi portici di Cava de’ Tirreni siano letteralmente sporcati da dichiarazioni d’amore affidati per sempre al colonnato medievale della Valle metelliana. Non ultimo il graffitaro delle rinnovata Piazza Abbro che, a furor di popolo, è stato richiamato a pulire la sua firma su di un qualcosa di non suo, salvo poi scoprire che la mattonella ripulita è stata ulteriormente danneggiata dal solvente utilizzato per rimuovere la vernice. Altra novità, una firma di colore blu sulle scale dell’ex Pretura metelliana. Anche lì … un firma … alla stupidità. Tempo fa murales furono usati per celare schifezze ed abomini come l’ex inceneritore di Santa Lucia, in altre occasioni, e ben vengano, i graffiti sono stati usati per ricordare uomini e donne o concetti che vanno al di là di qualsiasi ragionamento. Scatti di storie rappresentati dai celebri murales riportati sul muro di Berlino che raccontano, tra i vari il celebre bacio tra Leonid Brezhnev, leader dell’Unione Sovietica e l’allora Segretario generale del Comitato Centrale del Partito Socialista della Germania dell’Est, Erich Honecker, con tanto di scritta “Mio Dio, aiutami a sopravvivere a questo amore mortale tra Brejnev e Honecker”. Vogliamo forse paragonarlo a “fiorellino mio sei il mio nido d’amore”? A voi il commento.

 

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