Cava de’ Tirreni, vandalismo urbano: i portici sfregiati dagli spray

L’amore ai tempi delle bombolette spray e delle scritte sui muri. Il vandalismo va di pari passo con l’amore a Cava de’ Tirreni: un sentimento che un tempo – nel più romantico dei modi – si esprimeva con carta e penna.

Oggi al posto della carta ci sono le pareti, la penna è diventata una vernice indelebile che deturpa la memoria storica di un borgo che indubbiamente meriterebbe ben altro trattamento.
Si perché di poetico e romantico c’hanno poco quelle dichiarazioni. Certo è che restano, e danno pessima mostra di sé. Fosse solo per gli errori grammaticali e le abbreviazioni forzate della generazione degli sms, ma alcune suonano davvero imbarazzanti: per l’autore o l’autrice, per “il fortunato” destinatario, e per i poveri passanti che leggono.
Lusinghiero indubbiamente festeggiare il compleanno con un “Cuore tanti auguri, la tua Chiatta”. Vuoi mettere? Originale e molto meglio del classico bigliettino prestampato.
Sarà che a Cava trionfa l’amore, quello propriamente detto, ma anche quello per lo sport e per la musica? Fatto sta che comunque lo si voglia leggere si tratta di vandalismo urbano gratuito, e a pagarne le spese è tutto il centro storico, da Corso Umberto I, a piazza Vittorio Emanuele III. Fino pure alle facciate del duomo di sant’Adijutore, deturpato da segni che – tra l’altro – inveiscono anche contro le istituzioni, politiche e religiose. Quando non sono muri, si arriva a imbrattare anche le strutture della villa comunale: una collezione d’insulti assortiti rivolti alle forze dell’ordine piuttosto che agli schieramenti politici, perché anche il dibattito pubblico giustamente vuole la sua fetta d’intonaco.
Intanto però si legge e basta: un colpo di spugna ancora non c’è stato, nonostante le tante segnalazioni e manifestazioni di sdegno da parte di chi alla propria storia e al decoro del centro ci tiene. L’amministrazione starebbe pensando di acquistare un’attrezzatura apposita per il lavaggio delle vernici indelebili. Insomma si aspetta fiduciosi il lavoro dell’amministrazione, ma ancor di più l’intelligenza e il senso civico di chi deturpa monumenti che invece dovrebbero essere vantati e tutelati.

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