Cava de’ Tirreni: omicidio Mosca, si attende l’esito dell’autopsia

E’ l’esame autoptico che aiuterà a comprendere scientificamente la causa della morte di Carmine Mosca. L’anziano cavese, in coma indotto da oltre 20 giorni a causa di un proiettile sparato dal suo vicino di casa, Giuseppe Milite, per una lite di vicinato, ora agli arresti domiciliari.

Nell’immediato, era il 12 aprile, la croce bianca di Nocera Superiore era intervenuta portando l’88enne di Santa Lucia, popolosa frazione di Cava de’ Tirreni, al locale nosocomio. Le condizioni era apparse subito gravi, ma nessuno avrebbe potuto immaginare il triste epilogo che ha scosso parenti ed amici. Negli istanti immediatamente successivi, l’attentatore era stato portato al Commissariato cavese: per lui l’accusa era di tentato omicidio. Ora però, la posizione si è aggravata in omicidio. Dovrà poi essere il magistrato a decidere la detenzione che, stando all’età anagrafica dell’anziano, 82 anni, e non considerandolo un soggetto pericoloso, dovrebbero essere confermati gli arresti domiciliari. Il proiettile esploso, aveva colpito l’88enne all’addome con importanti lesioni all’intestino e copiose perdite di sangue che avevano reso rischiosa l’estrazione del proiettile. Ricoverato nel reparto di Terapia Intensiva, poi, in coma farmacologico per tenere sotto controllo le sue critiche condizioni. Ma non c’è stato nulla da fare tra il dolore e l’amarissima rassegnazione dei familiari che negli ultimi giorni erano stati vicini a Carmine Mosca nella speranza che si riprendesse. Purtroppo così non è stato. Ora si dovrà attendere l’esito dell’autopsia per fugare ogni dubbio e celebrare quindi i dovuti funerali del povero Carmine.

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